XV Sessione ordinaria del Consiglio di Programma della RTV di Slovenia, 26/10/2015

È stata una riunione fiume quella del 26 ottobre 2015 a Lubiana per la XV Sessione ordinaria del Consiglio di Programma della RTV di Slovenia, iniziata alle 15,00 e durata oltre 5 ore.

 Il Consiglio ha preso avvio con la presentazione di due successi della RTV di Slovenia, ossia il Portale "Dostopno" dedicato ai portatori di handicap di sordità e il Portale "Slovenci V sosednjih drzavah": http://www.rtvslo.si/svsd. Quest'ultimo è realizzato dal Centro Regionale RTV di Capodistria, Programmi Sloveni: molto bello e ben curato, complimenti!

La discussione principale si è concentrata sulla Bozza di Piano e Programma di lavoro della RTV di Slovenia per il 2016. Il Direttore Generale, Marko Filli, ha presentato i dati finanziari, certamente non positivi: le entrate diminuiranno di 3.000.000,00 €, ossia del 2,4%, a 117.388.247,00 €. Di conseguenza anche le uscite diminuiranno proporzionalmente, con un identico indice e saranno fissate in 124.612.397,00 €. Sul Piano pesa certamente l'obbligo messo in capo alla RTV di regolarizzare lo status giuridico dei collaboratori esterni di lunga data, trasformando i loro contratti di collaborazione in contratti di lavoro a tempo indeterminato, il che comporterà un aumento del costo del lavoro del personalizza dipendente di quasi 6.000.000,00 €, ossia del 10% e con una riduzione del costo del personale esterno alla voce collaborazioni, per quasi 5.000.000,00 €, ossia del 35%. Ciò significherà che vi saranno meno risorse per il finanziamento dei programmi e delle produzioni proprie dell'Ente radiotelevisivo pubblico sloveno.

I Direttori di Radio Slovenia, Miha Lamphret e di TV Slovenia, Ljerka Bizilj, hanno presentato i progetti in cantiere per il nuovo anno, i nuovi contenuti e programmi, ma anche le attività per rientrare nei nuovi ancora più ristetti parametri finanziari. In questo senso molto si punterà pure ad una più intensa e organica collaborazione con i centri Regionali di Capodistria e Maribor/Lendava. Soprattutto la TV renderà maggiormente identificabili le tre reti di cui dispone con specifici ruoli diversi. In questo contesto l'intenzione della dirigenza è anche quella di ridefinire i Programmi regionali di Capodistria e Lendava. Sembra quasi, aggiungo io, che i Centri regionali, come emerso nella discussione, dovrebbero diventare una sorta di gallina dalle uova d'oro per riempire di contenuti, notizie e programmi dalle varie aree regionali dalla Slovenia e fronteggiare in questo modo la diminuzione dei mezzi così detti variabili per la realizzazione di programmi.

Durante la discussione sono nuovamente stati presi di mira i programmi delle Comunità Nazionali autoctone Italiana e Ungherese richiedendo si acquisisca il dato di quanto la RAI e la RTV Ungherese destinano per i programmi degli sloveni del Friuli Venezia Giulia, ovvero in Ungheria, con l'intento di applicare il principio di reciprocità per i programmi delle due CN in Slovenia.

Nel mio intervento ho ribadito tre semplici concetti:

  1. È assolutamente opportuno e necessario che i contenuti regionali e le notizie dalle varie regioni slovene siano inserite organicamente nei programmi nazionali. Analogo discorso vale per le notizie che riguardano gli sloveni nei Paesi contermini e le Comunità Nazionali autoctone Italiana e Ungherese.
  2. Tenuto conto che spesso viene ribadito che i Centri regionali di Capodistria/Maribor/Lendava sono sottoutilizzati, ho chiesto se esista una analisi seria che lo dimostri anche in rapporto all'utilizzo reale del centro regionale a Lubiana.
  3. Alla richiesta di reciprocità ho risposto proponendo, ironicamente, che il nostro Consiglio di Programma richieda al Ministero della Cultura della Slovenia, che a sua volta inviti il Ministero degli Esteri sloveni che chieda all'Ambasciata italiana, rispettivamente Ungherese, a Lubiana di richiedere dal Governo italiano, ovvero da quello Ungherese, quale sia il costo dei programmi per la Comunità Slovena in Italia, ossia in Ungheria. Molto più seriamente ho sottolineato come la richiesta del collega @Milan Lovrečič, è totalmente fuori luogo in quanto la RTV di Slovenia e il nostro Consiglio di Programma hanno il compito di attuare i diritti costituzionali assicurati alle Comunità Nazionali autoctone Italiana e Ungherese, ai Rom e alle altre minoranze etniche nel campo radiotelevisivo. Quindi non vi è e non vi può essere alcuna relazione di reciprocità che, oltre tutto le Comunità Italiana in Slovenia e Croazia e la Comunità Slovena in Italia, rifiutano categoricamente.

Nel prosieguo dei lavori i Centri regionali sono spesso tornati all'attenzione di consiglieri, vuoi perché un'opportunità, vuoi perché necessiterebbero di una ridefinizione del ruolo. Ma nella Casa Madre tutto fila liscio? Richiesti pure i dati sull'ascolto e sulla visibilità dei programmi RTV di Slovenia e quelli sui costi dei vari programmi. Richiamata anche la necessità di elevare sempre più la qualità dei programmi. Toccato anche il tema della riduzione delle entrate in conseguenze del non finanziamento del satellite per i Programmi di RTV Capodistria da parte italiana.

Nella sua puntuale replica finale Marko Filli ha risposto in maniera argomentata a tutte le critiche e le proposte emerse, ed ha sostanzialmente affermato un dato incontrovertibile: la RTV di Slovenia, con un budget di cca. 120.000.000,00 € ha a disposizione le necessarie risorse per realizzare un programmi di qualità. La Direttrice di TV Slovenia, Ljerka Bizilj, nel suo intervento finale ha condiviso la necessità che siano maggiormente compresi nei programmi nazionali le notizie riferite alla Comunità Nazionali Italiana e Ungherese.

 

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