Studi sui diritti della CNI in Slovenia e proposte di intervento e soluzione In evidenza

Negli anni ho fattivamente contribuito a scrivere innumerevoli analisi, relazioni e interventi sulla mancata o carente attuazione dei nostri diritti ed ho ripetutamente segnalato e richiesto che si ponga rimedio a questo stato di cose, un’azione che ho svolto a tutti i livelli, in Slovenia, in Croazia e in Italia come pure a livello internazionale.

Ricordo qui soltanto alcuni significativi momenti che mi hanno visto partecipe in prima persona su questo fronte per quanto riguarda la CNI in Slovenia:

  1. Le numerose relazioni che ho redatto, nel 2009, nel 2013 e nel 2017, assieme alla CAN Costiera (ringrazio in particolare Sandro Kravanja di Pirano con cui abbiamo fatto un ottimo e fondamentale lavoro, come pure Andrea Bartole per l’ultima relazione), sull’attuazione della “Carta europea delle lingue Regionali o minoritarie”, del Consiglio d’Europa, del 5 novembre 1992 e della “Convenzione-Quadro per la protezione delle minoranze nazionali”, del Consiglio d’Europa, del 1 febbraio 1995, da parte della Slovenia.
  2. L’approfondita analisi dello stato di attuazione dei diritti della nostra CNI, le risposte e le nostre controdeduzioni all’epoca del Governo di Borut Pahor, lavoro svolto nel 2009 in stretto coordinamento con l’allora Ambasciatore d’Italia in Slovenia, Alessandro Pietromarchi, che ringrazio sentitamente.
  3. Il Memorandum che ho presentato alla Tavola rotonda “I diritti assicurati alle Comunità Nazionali autoctone Italiana e Ungherese e la loro attuazione” organizzata dal Presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, sulle Comunità Nazionali autoctone, il 10 giugno 2015.

Da queste esperienze, anche da queste esperienze e studi, intendo attingere nello svolgimento dei miei compiti di futuro parlamentare, ovviamente se così lo vorranno i miei connazionali.

 
 

 

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