Il filo spinato che divide l’Istria è uno sfregio alla civiltà.

Fa una profonda impressione vedere l’Istria tagliata dal filo spinato. Un tonfo al cuore! Da pochi giorni Papa Francesco ha inaugurato il Giubileo straordinario dedicato alla Misericordia. Ecco come gli Stati declinano la Misericordia. Ecco il futuro che ci preparano le multinazionali del business e del terrore.

Quel filo spinato che divide l’Istria è una profonda ferita impressa alle sue popolazione. È uno sfregio alla civiltà.

Un atto tanto inutile, quanto doloroso, che ingiuria una terra di pace, di convivenza, di dialogo interculturale, di mutuo rispetto e comprensione, solidale e generosa. Una scelta incomprensibile che ha scosso le coscienze ed ha suscitato una corale reazione di riprovazione della società civile istriana e di quella istituzionale, unendo in una sola voce croati, sloveni e italiani nella richiesta al Governo sloveno di togliere il filo spinato.

Sabato scorso, 19 dicembre 2015, assieme a Marko Gregorič e Lorenzo Pelliconi, e ancora assieme a tante altre amiche e amici, abbiamo voluto testimoniare il nostro sdegno per la scellerata decisione,

per richiedere l’immediata rimozione di quel filo, su cui abbiamo appeso un segno di pace: degli angioletti!

L’Assemblea dell’Unione Italiana ha condannato, nel corso della sua IV Sessione ordinaria, giovedì, 17 dicembre 2015, questa decisione.

Come Unione Italiana abbiamo anche scritto al Presidente del Governo Sloveno, Miro Cerar (riporto in allegato il Comunicato stampa che abbiamo emesso, in tre lingue), richiedendo la rimozione del filo spinato.

 

 
 

 

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