Il settantacinquesimo anniversario della Comunità degli Italiani di Buie. In evidenza

La Comunità degli Italiani di Buie ha festeggiato i suoi primi 75 anni di fondazione. Lo scorso 10 novembre 2022 è stato un giorno di grande festa e orgoglio.

Autorità, Ospiti, Signore e Signori, Care amiche e cari amici buiesi,

Cara Presidente, Lena Korenika,

Caro Console Generale d’Italia in Fiume, Dr. Davide Bradanini,

Caro On. Furio Radin, deputato italiano e Vicepresidente del Sabor,

Gentile Sen. Roberto Menia, Vicepresidente della 3ª Commissione permanente - Affari esteri e difesa, del Senato,

Caro Sindaco, Fabrizio Vižintin,

Carissima Vicepresidente della Regione Istria, Jessica Acquavita,

Caro Assessore alla Cultura della Regione Istriana, Vladimir Torbica,

Egregio Presidente e Segretario Generale dell’UPT, Emilio Fatovic, rispettivamente Fabrizio Somma,

Caro Vicesindaco, Corrado Dussich,

Gentile Viceconsole onorario d’Italia, Giuseppina Rajko,

Caro Presidente della Giunta Esecutiva dell’UI, Marin Corva,

Cara Vicepresidente della Giunta Esecutiva dell’UI, Roberta Grassi Bartolić.

Sono particolarmente lieto e onorato di salutarvi a nome personale, dell’Unione Italiana e dell’intera Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia che noi rappresentiamo.

La Comunità degli Italiani di Buie nacque nell’anno che segnò in maniera epocale il nostro destino a seguito della firma del Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947.

La pace in sé fu una grande conquista foriera di tanti cambiamenti positivi di cui oggi possiamo raccogliere i frutti: democrazia, integrazione, libertà, stato di diritto, tutela dei diritti umani e minoritari, ecc., non senza però un percorso tortuoso disseminato di lutti, violenze e dolore. Il trascorso secolo breve, infatti, ha visto qui violentemente confrontarsi regimi totalitari e autoritari condannati dalla storia: nazismo, fascismo, comunismo.

Per noi, Italiani autoctoni dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia, come per molti altri popoli d’Europa, significò l’inizio di una radicale trasformazione della nostra presenza storica: l’espulsione forzata della componente italiana con l’esodo della grandissima parte dei connazionali, segnato profondamente dalla tragedia delle foibe, ha rischiato di cancellarci.

Ma noi ci siamo.

Siamo qui ad abitare le nostre contrade, a costruire il nostro presente, a progettare il nostro futuro, a parlare la nostra lingua, ad avere cura dei nostri dialetti, a coltivare le nostre tradizioni, usi e costumi, a forgiare la nostra cultura, a costruire dialogo interculturale, orgogliosi della nostra identità.

Una presenza che nella sua fragilità può trovare le radici del suo radicamento: ieri, oggi e domani.

Presenti a macchia di leopardo dobbiamo moltiplicare le opportunità di socializzazione che tra poche settimane sarà facilitata con la caduta del confine che antistoricamente ha diviso la nostra amata Istria. Istria che ritornerà ad essere unita e ciò agevolerà il nostro bisogno di rimanere uniti: non esite una CNI in Slovenia e una CNI in Croazia, esiste una sola CNI come esiste una sola Istria, senza aggettivazioni!

Socializzazione è la gioia di stare assieme con spensieratezza, rafforzare i nostri legami, vuol dire assaporare i frutti del nostro impegno diuturno nel fare cultura, lingua, identità italiana da protagonisti, non da spettatori di provinciali performance d’importazione.

Vuol dire valorizzare i nostri molti talenti.

Vuol dire fare Comunità.

A Buie e per i buiesi, abbiamo investito molto, sia grazie ai fondi che, con il nostro lavoro e con il nostro impegno, siamo riusciti ad ottenere meritatamente dalla Nazione Madre, l’Italia, sia con le moltiplicate risorse che ci siamo guadagnati da parte croata, grazie all’azione politicamente lungimirante del nostro parlamentare, l’On. Furio Radin, che guarda acutamente al bene della Comunità tutta e non di una sua parte, con un approccio clientelare che mai ci ha ammaliato.

Qui, dove l’Istroveneto è di casa e risuona nelle contrade, con grida d’infante, voci mature e e sagge parole, dobbiamo continuare ad investire costituendo una nuova Istituzione che non sarà una vuota scatola autoreferenziale, ma sarà aperta a tutti, al territorio più vasto, per socializzare la nostra storia, la nostra cultura, i nostri principi, la nostra lingua e l’identità plurale dell’Istria.

Penso alla Casa dell’Istroveneto da riempire di contenuti con un approccio inclusivo che renda paretici tutte e tutti voi, care e cari buiesi, nella definizione dei suoi contenuti: di cosa voglia essere e di cosa vogliamo metterci dento. Guardando non alle prossime elezioni, ma alle prossime generazioni: ai prossimi 30 e più anni.

Aiutateci a farlo con il concorso delle vostre idee, propositi e valori.

Care e cari buiesi, noi dell’Unione Italiana saremo al Vostro fianco, con sincerità e onestà, con lo stesso amore che voi riservate alla vostra identità.

Grazie di cuore per tutto quanto avete fatto, fate e farete. Grazie agli attivisti, ai dirigenti, a tutti voi che avete dato e continuate a dare il vostro contributo per la Comunità, alle e ai Presidenti che in 75 anni si sono susseguiti alla guida del sodalizio, all’attuale dirigenza, per il lavoro stupendo che state portando avanti.

Grazie infinite!

Maurizio Tremul

 
 

 

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