Cosa succede alla CNI? We can. We care.

Poniamo fine all’indifferenza.
We can.
We care.
Sono turbato. Quanto accaduto durante la riunione della CAN di Isola, lo scorso mercoledì, 28 maggio 2025, è un fatto senza precedenti se riferito ad un ente pubblico della Comunità Nazionale Italiana. È invero la ripetizione, in forma aggravata, di quanto orchestrato e accaduto il 9 gennaio 2024, con la riunione segreta di 7 consiglieri dell’Assemblea dell’Unione Italiana, che, riunitisi in un luogo non meglio precisato e mai reso pubblico, hanno nominato una nuova Coordinatrice. Dopo un procedimento durato oltre 16 mesi, l’Unità Amministrativa di Capodistria, nel riesame della richiesta presentata dai 7 consiglieri (Dyego Tuljak, Daniela Ipsa, Alex Zigante, Robi Štule, Gianfranco Stancich, Gianfranco Kozlovič e Jan Pulin, quest’ultimo da poco eletto nuovo Presidente della CAN di Isola: https://www.rtvslo.si/rtv365/arhiv/175135450?s=tv_ita) ha respinto l’istanza di iscrizione della nuova rappresentante ufficiale dell’UI con sede a Capodistria. Capitolo chiuso!
L’aggravante è riferita ai fatti accaduti durante la richiamata riunione della CAN isolana, poiché trattasi di un soggetto di diritto pubblico sloveno. Non che l’operazione ai danni dell’Unione Italiana non sia altrettanto grave, anzi, politicamente questa assume una valenza internazionale di portata vitale per la nostra sopravvivenza di popolazione autoctona unitaria, ma riguarda comunque la società civile, ossia la libera espressione, o almeno così dovrebbe essere in una società “normalmente libera”, di aggregarsi per perseguire alcune finalità che sono state minate alla radice, tradite nei valori e negli intenti, per un approccio maldestramente burocratico, privo di sostanza, vuoto di contenuto, animato da questioni di natura essenzialmente personale. Un suicidio in piena regola che rischia di trascinare tutto e tutti nel baratro.
Questa riflessione non vuole entrare nel merito della sfiducia che il Consiglio della CAN isolana ha votato alla sua Presidente, Dott.ssa Vita Valenti, azione che rientra nel novero delle fluide dinamiche dell’imperfetta democrazia, ma nel metodo seguito che richiama alla mente quelli utilizzati dai sistemi autoritari e antidemocratici. Mi riferisco alla richiesta, avanzata dal consigliere Felice Ziza, come riportano i media minoritari (https://radiocapodistria.rtvslo.si/articolo/notizie/comunita-nazionale-italiana/revocata-la-presidenza-a-vita-valenti/747246; https://www.rtvslo.si/rtv365/arhiv/175135449?s=tv_ita;), di proseguire la riunione a porte chiuse, escludendo la stampa e gli altri partecipanti, senza un consistente motivo. Negare la pubblicità dei lavori in assenza di una valida ragione da parte di un soggetto di diritto pubblico che costituzionalmente svolge un ruolo determinante nella vita politica degli Italiani della Slovenia, è un fatto giuridicamente e politicamente molto serio.
Inoltre, tutto ciò sembrerebbe rientrare nella logica, ampiamente nota nei sistemi illiberali, di colpire uno per colpire tutti.
Negare la pubblicità dei lavori per sfiduciare la Presidente (eletta nella stessa lista) rientra nella casistica d’assenza di argomenti reali per farlo, come poi confermato dalle dichiarazioni finali rilasciate dai protagonisti della vicenda (si veda sotto la rassegna stampa). Usare questo strumento di carattere straordinario, che deve essere ampiamente motivato, anche per non esprimere il parere obbligatorio, ma non vincolante, come prevede la legge, alla riconferma della Prof.ssa Cristina Valentič Kostić, alla carica di Direttrice della SEI “Dante Alighieri” di Isola, di cui la CAN è cofondatrice assieme al Comune, per un mandato pieno, esprimendo, invece, il parere favorevole solo per il periodo di facente funzione (in questo caso non previsto dalla legge), propone un’inquietante sistema di gestione della Res publica.
Quando agli albori dell’indipendenza della Slovenia, ovverosia agli inizi degli anni ‘90, con l’allora deputato della CNI, l’On. Roberto Battelli e alcuni altri compagni di viaggio, collaboravamo a scrivere l’art. 64 della Costituzione slovena (accolta nel dicembre del 1991) e, qualche anno dopo, nel 1994, la Legge sulle CAN, ciò che avevamo in mente era un sistema che consentisse di creare il luogo dell’autonomia minoritaria, come una sorta di Comune della CNI. Ed è proprio questa autonomia della minoranza che impone il rispetto delle leggi, delle normative e delle regole a cui non ci si può sottrarre affatto, a cui non si può venir meno proprio in quanto luogo dell’autonomia. L’autonomia, infatti, non può essere interpretata della serie “faccio quello che mi pare” in deroga a tutte le normative, ma proprio perché ci è stata affidata, deve essere attuata nel pieno rispetto delle regole.
Di questa per nulla edificante vicenda, ciò che turba e preoccupa è pure l’assenza del dialogo, del confronto e anche dello scontro di idee e proposte, che devono però sempre avvenire nel pieno rispetto dell’avversario che non deve mai essere criminalizzato o considerato nemico, dell’osservanza delle regole, della trasparenza e di argomenti solidi. Il conflitto è parte della nostra società e della nostra vita quotidiana. Il conflitto va però gestito, affinché rimanga sempre e comunque nell’ambito della civile correttezza.
Ciò che è accaduto il 9 gennaio 2024 e lo scorso 28 maggio, civile non è. Su questo dovrebbe concentrarsi la nostra attenzione di appartenenti alla CNI, se ne abbiamo veramente a cuore le sorti, su questo dovrebbe focalizzarsi l’attenzione dei media nello svolgimento del loro lavoro di pubblica informazione.
Siamo invece intorpiditi dall’indifferenza, asserviti all’ignavia, quella che spalanca le porte all’autoritarismo, alla violenza del potente di turno, alla tirannia, all’autocrazia, al dispotismo, al totalitarismo.
Esprimo la mia solidarietà e vicinanza a Vita Valenti e a Cristina Valentič Kostić. Siamo in pochi: di questo passo non resterà più nessuno.
Quindi, che fare?
Non possiamo più restare a guardare in silenzio, girando la testa dall’altra parte.
(Ri)apriamo allora il pubblico dibattito, trasparente, sincero, corretto. Si chiariscano le motivazioni che stanno alla base di questa situazione in cui la CNI è stata trascinata, presentando i fatti alla luce del sole, alla Comunità tutta, ai media, ai giovani che guardano al nostro operato con crescente disillusione.
Facciamoci promotori, nelle sedi competenti e appropriate, di un’iniziativa aperta a tutta la CNI affinché sia ripristinato il primato della legalità, della collaborazione e del rispetto reciproco, i valori del nostro voler stare assieme: unico e unitario popolo sul nostro territorio d’insediamento storico.
Poniamo fine all’indifferenza.
Facciamo la nostra parte.
We can, we care.
La rassegna stampa:
Radio Capodistria, 28 maggio 2025:
Radio Capodistria, 28 maggio 2025:
Radio Capodistria, 28 maggio 2025:
TV Capodistria, 28 maggio 2025:
https://www.rtvslo.si/rtv365/arhiv/175135449?s=tv_ita
TV Capodistria, 28 maggio 2025:
https://www.rtvslo.si/rtv365/arhiv/175135450?s=tv_ita
Radio Capodistria, 29 maggio 2025:
Radio Capodistria, 29 maggio 2025:
TV Capodistria, 29 maggio 2025:
https://www.rtvslo.si/rtv365/arhiv/175135696?s=tv_ita
TV Capodistria, 29 maggio 2025:
https://www.rtvslo.si/rtv365/arhiv/175135689?s=tv_ita
La Voce del Popolo, 30 maggio 2025:
https://lavoce.hr/cronaca/capodistriano/ribaltone-al-vertice-della-can-di-isola
Radio Capodistria, 6 giugno 2025:
TV Capodistria, 6 giugno 2025: